Rinnovato l'amore per la Madonna del Monte

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Passate, marta, madonna santissima del monte, viterbo, MARTA – Nonostante il cielo plumbeo, in occasione della Festa della Madonna Santissima del Monte, hanno trionfato i colori. Un cromatismo vivo che ha trovato massima espressione nei volti e negli occhi di chi, da decenni a questa parte, è parte integrante di una festa secolare. Radicata nel tessuto sociale e religioso.

Ogni martano ha nel cuore l’amore per la Madonna Santissima del Monte. Con queste parole, don Roberto, ha descritto la totale devozione che, ogni cittadino, nutre nei confronti della Vergine. Un affetto profondo, autentico. Il 14 maggio è stata, come sempre,  una giornata vissuta all’insegna della fede. Profonda e intensa. Lo si percepiva dalle espressioni dei bambini, dei ragazzi, degli adulti e degli anziani al levar della voce: “Evviva la Madonna del Monte”. Perché la Vergine, come recita l’inno del voto, è luce; è stella che guida nell’aurora del cielo.

 

Un evento che ha calamitato, a Marta, sin dalle prime ore del mattino, l’attenzione di diverse autorità politiche, civili e religiose. Presenti, oltre al presidente della Provincia Marcello Meroi, anche diversi sindaci della provincia.

 

Passate, marta, madonna santissima del monte, viterbo, Ogni anno, tra la notte del 13 e il 14 maggio, Marta si veste a festa. Una vita di fede rivolta all’amore per la Madonna del Monte. Una comunità che si è messa in viaggio, in cammino verso un’indicazione non solo esteriore: nulla contano i piedi e i metri percorsi; molto valgono invece – come ci ha tenuto a sottolineare don Luigi, vicario ordinario – i passi del cuore. Una fede, quella del popolo martano, che conosce il pellegrinaggio della devozione, dell’amore, dell’abbandono totale alla volontà di Dio.

Marta, nel corso della festa, sin dalle luci dell’alba, svegliata dal tradizionale suono del tamburino, è stato un paese in cammino verso l’alto, verso il santuario dove, al finire della santa messa, si sono svolte le consuete “passate”, che hanno preceduto la benedizione del corteo storico  in piazza. Il cammino della fede va fatto senza cambi e senza alcuna stanchezza. Non esiste  altalenanza,  ma solo ed esclusivamente il bisogno di recuperare l’ardore e l’entusiasmo.