Gianmarco Bellucci vince il Certamen Viterbiense... in casa

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Nell’anno del suo 18° compleanno, nell’edizione che ha segnato la ‘ maggiore età ‘ di questo evento oramai confermatosi tra i più importanti e qualificati in Italia e all’estero, il Certamen Viterbiense della Tuscia 2014 ha visto laurearsi primo assoluto Gianmarco Belluci, studente del Liceo Classico ‘ Mariano Buratti ‘ di Viterbo, al quale è andato il premio in denaro di 950 euro destinato al vincitore.

Una affermazione, questa ottenuta dal giovane liceale viterbese, che va ad aggiungersi a quella ottenuta  alcune settimane fa  da un altro studente dello stesso Liceo Classico ‘ Mariano Buratti ‘ di Viterbo,  Valerio Forestieri  vincitore del Certamen disputatosi a Fondi.

Due affermazioni, questa di Viterbo e la precedente di Fondi, che testimoniano in ogni caso l’impegno della dirigenza e dell’intero corpo docente del Liceo Classico viterbese nella preparazione e nella formazione dei tanti giovani che sicuramente  rappresenteranno la futura classe dirigente della Tuscia… e non solo .

Subito dopo Gianmarco Bellucci si sono classificati: Priscilla Fabbri  del Liceo Classico   “Terenzio Mamiani”  di Pesaro,  al quale è andato il premio in denaro di euro 700; Giulia Luciani  del liceo classico “E. Kant”  di Roma, premio in denaro di 500 euro;  Leonardo De Santis del liceo “I.Vian”  di Bracciano,  premio in denaro di 250 euro; Dmitrii Zelenskii  del  “!Klassiceskaia Gimnasia”  di San Pietroburgo (russia) , uguale premio in denaro di 250 euro.

Cinque menzioni d’onore sono quindi state consegnate a. Beatrice Busetto del liceo classico “G. Pascoli” Gallarate (Va) , Valerio Maglianella del liceo “T. Tasso di  Roma, Sara Massarin, ancora   del Liceo”I.Vian” di Bracciano, Carla Mininne del liceo classico “F. Capece” di  Maglie (LE) , El.ena Rakitzi . proveniente dalla    
“ General High school” di  Kavala (Grecia).

Le premiazioni sono state effettuate venerdì scorso, nell’ultima serata dedicata al Certamen Viterbiense della Tuscia, al termine del Convivium Viterbiense 2014, presso l’Auditorium dell’Università della Tuscia, nel complesso Monumentale di Santa Maria in Gradi, nell’ambito del convegno “ Aristotele nel suo tempo: tre contributi di storia del pensiero antico “.

Un convegno coordinato dalla prof.ssa Gabriella Ciampi, Direttore del Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia, ed aperto dall’indirizzo di saluto del rettoreAlessandro Ruggieri.

Alla dirigente scolastica del Liceo ‘ Buratti ‘ di Viterbo, aola Moscucci, è toccato invece il compito di introdurre i lavori veri e propri.
Dopo un rapido accenno al 70° anniversario della morte di Mariano Buratti, brigadiere della Guardia di Finanza e medaglia d’oro al valor militare, fucilato insieme ad altri 8 patrioti dai tedeschi, all’alba del 31 gennaio 1944, a Roma, a Forte Bravetta, con l’infamante accusa di essere il responsabile della preparazione di “ atti di sabotaggio contro le forze armate germaniche… “ e di essere a capo di “… altri attentanti contro l’ordine pubblico della città di Roma “, la dirigente scolastica Paola Moscucci ha detto: “Siamo compiaciuti per la partecipazione alla competizione dei molti studenti provenienti da licei italiani ed esteri, studenti che mostrano interesse e piacere di approfondimento per la cultura del passato, in un periodo in cui gli studi classici appaiono in preoccupante crisi. Basti pensare che le iscrizioni ai licei classici hanno subito negli ultimi sette anni un calo, a livello nazionale, del 50 %, precipitando dai 65.000 iscritti nel 2008 ai poco più di 32.000 del 2014…”.

E non poteva mancare, a questo punto, lo ‘ scatto d’orgoglio ‘ della dirigente di una scuola che, al contrario, non dà l’impressione di subire i danni della crisi.

“Va detto a questo punto e con orgoglio - ha infatti sottolineato la preside Moscucci -  che un calo simile non riguarda il Liceo classico ‘ Buratti ‘ di Viterbo dove non si registrano diminuzioni così significative (in clamorosa controtendenza dunque con l’andamento nazionale) né riduzione alcuna nel numero delle classi”.

Ma ecco, subito dopo, il tentativo della dirigente di analizzare il fenomeno nella sua globalità e complessità, ponendo tre domande: perché la cultura classica sembra non possa avere un futuro? Saremo davvero costretti a vederla soccombere sotto il peso dell’avanzamento della tecnologia e della corsa al modernismo? E’ plausibile pensare a strategie di intervento ?

Domande alle quali la preside ha tentato di dare risposte anche avvalendosi di riferimenti ad altri che si sono occupati del fenomeno, come la professoressa Emanuela Andreoni dell’Università di Roma 3, Luciano Canfora ed Ugo Cardinale autori del libro “ Disegnare il futuro con intelligenza antica “ - Il Mulino ( Bologna 2012) o - infine - del convegno tenuto al Liceo Visconti di Roma proprio qualche settimana fa, con l’intervento degli ex ministri Luigi Berlinguer e Giovanni Maria Flick, concludendo con il riportare una efficace espressione ripresa da un twitter che diceva: “Gli studi scientifici ci insegnano a costruire la bomba atomica, quelli umanistici ci abituano a capire se è giusto usarla“.

Ed il Liceo Classico ‘ Buratti ‘ di Viterbo a cosa deve la sua conclamata (quasi) estraneità a questo fenomeno che potremmo chiamare di pseudo rifiuto del classicismo ?
“ I nostri ragazzi - ha concluso la dirigente scolastica del liceo classico viterbese - vivono in un mondo pervaso dalla tecnologia più avanzata in cui i contenuti, i valori, possono apparire obsoleti e non spendibili solo se veicolati con modalità, quelle sì davvero obsolete. Riteniamo, quindi, che occorra fare breccia in una sorta di resistenza, purtroppo a volte riscontrabile, generata da chi ritiene che il greco ed il latino, piuttosto che la storia e la filosofia, non possano essere insegnati se non in maniera cattedratica e che il sapere equivalga al saper fare. Al di là degli stereotipi di modernismo che non ci appartengono, ma che forse si impongono nella scelta degli studi secondari da parte di genitori e studenti, bisogna indurre quegli stessi studenti e quegli stessi genitori ad apprezzare nella giusta misura l’efficacia degli studi classico/umanistici lanciando chiaro il messaggio che Scienza e Tecnologia ben si coniugano con classicismo ed umanesimo e che si può costruire una generazione futura dotata di abilità e competenze fondate su conoscenze e valori universali.
Urge, in altri termini, un profondo rinnovamento nella didattica.
Mi piace pensare che sia questo  - forse - il motivo per cui il Liceo classico di Viterbo può, ripeto … con orgoglio, rivendicare la sua marginalità al fenomeno di ridimensionamento di interesse per gli studi classico-umanistici…”.

Dopo l’intervento della dirigente Moscucci, sono state svolte le tre relazioni previste dal programma.
Il professore Francesco Fronterotta ( Università di Roma ‘ La Sapienza ‘ ) su: “ La natura dell’intelletto e la funzione del pensare nel  De anima di Aristotele “; il professore Federico Petrucci ( Universitat Wurzburg ) su : “ La nozione aristotelica di fronesiz e il suo rapporto con la dottrina etica di Platone “; il professore Franco Ferrari ( Università di Salerno) su: “ Il libro lambda della Metafisica tra fisica e  filosofia prima ‘.

Nella mattinata studenti ed accompagnatori erano stati accompagnati dalle guide di Archeotuscia in una accurata visita dei quartieri medievali di Viterbo mentre Poste Italiane ha emesso un annullo speciale per il 70° anniversario della morte di Mariano Buratti.

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