Apertura Palazzo Chigi: un successo che richiede il bis

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Merito di un overbooking dei primi straordinari appuntamenti, dimostrazione di quanto sia importante per viterbesi e turisti accedere in luoghi normalmente chiusi al pubblico.

Tante le bellezze da ammirare, spiegate sempre con competenza da Marco. Dalla facciata esterna, nata come assemblaggio di edifici medievali, poi diventato un palazzo rinascimentale voluto da Carlo Caetani, commerciante pisano che scelse Viterbo come nuova residenza, per le forte potenzialità della città in posizione strategica per il controllo del traffito di allume tra la Tolfa e la Toscana. Nel primo decennio del '500 l'edificio fu acquistato dai Chigi, e ci vissero Francesco e Agostino, i grandi mecenati di Raffaello, poi imparentati ai Patrizi-Montoro e ai Gatti;, storica famiglia viterbese. Oggi è abitato dalla famiglia Egidi, rappresentata da Luciano, cicerone ed ospite di tutti i visitatori, nipote dell'avvocato che all'inizio dell'900 acquistò il palazzo.

 

 

Una volta entrati è possibile ammirare il cortile interno, dove è presente una bellissima Madonna con Bambino benedicente palazzo chigi, visita straordinaria, famiglia egidi, marco zanardi, visitare la tuscia, apertura, viterbo, etruria, la tua etruria, tuscia, alto lazio, tesori d'etruria, cultura, 2016, quotidiano culturale, eventi, manifestazioni, eventi culturali viterbesi, attribuita al Pastura, strappo di un affresco precedentemente realizzato in una casa del centro. Dal cortile si slancia il colonnato, anch'esso di gusto rinascimentale, precedentemente affrescato, come peraltro la facciata interna, di cui rimangono pochissime tracce.

Al piano nobile è possibile visitare alcune stanze, dalla prima, con l'imponente camino, alla sala di Afrodite con volta ribassata che cela ritratti della famiglia e permette l'accesso alla cappella privata; a seguire lo studio con l'incredibile serie dedicata a San Paolo, con ben 12 affreschi che ne illustrano i suoi trascorsi romani come Sauro, allora impegnato a perseguitare i cristiani, fino alla folgorazione sulla via di Damasco, la definitiva conversione, il carcere e la sua vita da discepolo e predicatore della parola di Cristo. Come in altri affreschi è possibile rintracciare similitudini e somiglianze con altre opere presenti sia a Palazzo dei Priori, che a Villa Lante a Bagnaia che, ancora, a Palazzo Farnese di Caprarola, segno che gran parte degli affreschi siano stato compiuti dalla stessa mano, spesso con firme inventate che non rimandano ad alcuna storia passata.

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Prima di salutare il padrone di casa è possibile ammirare lo studiolo del pappagallo, con scene mitologiche e di caccia e le botteghe sottostanti, dove è ancora presente il classico camino e il fontanile di peperino originale.

Visto il successo è confermata l'organizzazione di altre visite per il prossimo autunno, intanto per quella di domani, massimo 20 persone, è possible chiedere informazioni al numero 340.5638280 oppure sul sito e la pagina Fb visitarelatuscia.

Teresa Pierini